Editore:
Sigma Foundation
Fotografo:
Trevor Key
Crediti:
Relazione di Charlotte Cotton
Intervista a Peter Saville e Charlotte Cotton
A cura di Björn Kusoffsky
Progetto grafico di Stockholm Design Lab
Produttore esecutivo Stockholm Design Lab
Si ringrazia Peter Saville
Pagine:
244 pagine
ISBN:
978-4-911681-02-2
Formato:
213 x 285 x 24.5mm
La pratica fotografica collaborativa e sperimentale di Trevor Key ha abbracciato oltre vent'anni (1972–1995). Questo libro è il primo a rendere omaggio ai suoi processi e alla sua lungimiranza ed è un'eterna lettera d'amore visiva al futuro della creazione di immagini. Trevor Key è un richiamo tempestivo alla magia fotografica pratica e proto-digitale che le fotografie di Key incarnano.
INFORMAZIONI
Trevor Key
La pratica fotografica collaborativa e sperimentale di Trevor Key ha abbracciato oltre vent'anni (1972-1995). Questo libro è il primo a rendere omaggio ai suoi processi e alla sua lungimiranza, ed è un'eterna lettera d'amore visiva al futuro della creazione di immagini. Trevor Key è un tempestivo promemoria della magia fotografica proto-digitale e pratica che le fotografie di Key incarnano.
Nel corso del percorso creativo di Key, egli ha scelto pensatori concettuali esigenti e affini, tra cui gli art director Jamie Reid, David James e Peter Saville, con i quali ha immaginato, risolto problemi visivi e corso rischi creativi. Al centro visivo di questo libro si trova la collaborazione sperimentale tra Key e Saville, che si è spinta oltre i confini delle copertine di album commissionate, trasformandosi in una ricerca personale che Saville e Key hanno condiviso per ripensare la creazione di immagini e ottenere un flusso creativo veramente indipendente e speculativo.
Il libro è curato e progettato dallo Stockholm Design Lab, con un focus sulla singolare fotografia di still life di Trevor Key. Nella conversazione contenuta nel libro tra il collaboratore di Key, il celebre art director Peter Saville, e la scrittrice e curatrice Charlotte Cotton, Saville fornisce un resoconto dettagliato e profondamente personale del contesto, delle pratiche e dei cambiamenti radicali nella cultura visiva che lui e Key hanno creato insieme.
A metà degli anni '80, Key ha ribaltato le convenzioni della camera oscura analogica, realizzando immagini vivaci e astratte che sono contemporanee oggi tanto quanto lo erano nel 1987, oltre a rappresentare un segno duraturo delle libertà insite nei processi a misura d'uomo e collaborativi, e una mappa per creare le immagini del nostro tempo.