impressions
PEARLS OF LIGHT: DOCUMENTING MURANO'S VANISHING ART
CONTEMPORARY
Obiettivo 10–18 mm F2.8 DC DN
Di Mattia Gaido
Vorrei ringraziare Sigma per avermi fornito l'obiettivo 10-18mm f/2.8 DC DN per la recensione. Ho avuto il piacere di testare e utilizzare ampiamente questo obiettivo durante una fase cruciale del mio progetto "Perle di Luce", che documenta l'antica arte della lavorazione delle perle di vetro sull'isola di Murano, un artigianato tradizionale ormai quasi scomparso.
Il progetto segue un duplice asse narrativo: da un lato, l'osservazione attenta dei gesti dell'artigiano e della creazione delle perle; dall'altro, il contesto ambientale e culturale in cui queste azioni prendono forma. In quest'ottica, l'utilizzo di una focale ultra-grandangolare ha rappresentato non solo una scelta tecnica, ma un'opportunità narrativa.
Compattezza e praticità in un progetto mobile
Uno degli aspetti più sorprendenti di questo obiettivo è la sua compattezza. Le dimensioni ridotte e il peso ridotto lo rendono estremamente facile da trasportare e integrare in un flusso di lavoro dinamico. Il mio processo prevedeva spostamenti costanti, accesso a spazi molto angusti (tipici delle botteghe veneziane) e la necessità di lavorare con discrezione. In un progetto spesso girato "in punta di piedi", dove il rapporto con gli artigiani è centrale, la leggerezza e la maneggevolezza dell'attrezzatura diventano essenziali.
In diverse occasioni mi sono ritrovato a uscire per le sessioni fotografiche portando con me solo il Sigma 10-18 mm. Una scelta insolita per me, dato che di solito lavoro con lunghezze focali comprese tra 35 mm e 50 mm, ma che è diventata una seconda natura grazie alla confidenza che ho acquisito con questo obiettivo in un tempo relativamente breve.
Prestazioni ottiche: nitidezza, resa cromatica e controllo delle aberrazioni
In termini di prestazioni, il Sigma 10-18mm f/2.8 si è dimostrato all'altezza anche in situazioni complesse e nelle condizioni di illuminazione uniche tipiche dei laboratori di Murano. L'obiettivo offre una nitidezza sorprendente anche a tutta apertura, il che è fondamentale quando si lavora in condizioni di luce ambiente scarsa o mista.
La resa cromatica è risultata ricca, uniforme e naturale, senza eccessi di saturazione. In un progetto in cui i colori delle perle e dei materiali sono parte integrante della storia, questa fedeltà cromatica si è rivelata un vantaggio significativo. Anche la distorsione e l'aberrazione cromatica sono state gestite in modo eccellente; sono state ben controllate anche durante le riprese di scene con elementi strutturali marcati (come scaffalature, banchi da lavoro e cornici architettoniche), eliminando la necessità di invasive correzioni in post-produzione.
Impatto creativo e narrativo sulla narrazione spaziale
Da un punto di vista espressivo, l'obiettivo si è rivelato uno strumento stimolante. La possibilità di raggiungere un'ampiezza di 10 mm (circa 15 mm equivalenti su Fujifilm X) mi ha permesso di trasmettere una visione più immersiva e ampia degli spazi. Includendo nell'inquadratura elementi che altrimenti sarebbero rimasti esclusi, sono riuscito a creare una narrazione ambientale più articolata.
Questa prospettiva ha dato al progetto "spazio di respiro", offrendo un contrasto visivo alle inquadrature più ravvicinate e rafforzando la percezione del contesto in cui si inserisce l'artigianato muranese. L'obiettivo ha quindi contribuito a creare un dialogo tra l'individuo, il gesto e lo spazio, un aspetto fondamentale del mio obiettivo: raccontare la storia del rapporto tra creatività individuale e contesto culturale.
Il Sigma 10-18mm f/2.8 DC DN si è rivelato uno strumento estremamente affidabile, efficace e stimolante. Questo non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per il contributo concreto che ha apportato alla visione fotografica e narrativa del progetto, permettendomi di catturare immagini che altrimenti mi sarebbero sfuggite.
In un corpus di lavori dedicato alla precisione, all'identità e alla bellezza nascosta nei dettagli, il rigore ottico di Sigma e l'attenzione alle esigenze reali dei fotografi sul campo si sono allineati perfettamente con le mie esigenze narrative.
La collaborazione con Sigma è stata estremamente piacevole e produttiva. Sarà per me un piacere inviare una copia del libro non appena sarà pronto e condividere i risultati di questo percorso, magari anche in vista di una possibile presentazione a Sigma Japan.
Nel frattempo, sono lieto di mettere a disposizione una serie di fotografie scattate tra Murano e Venezia con il Sigma 10-18mm f/2.8. Potete utilizzarle esclusivamente sui vostri canali social, menzionando il progetto e il mio nome, se lo ritenete opportuno.
MATTIA GAIDO
Fotografo
Mattia Gaido è laureato all'Accademia Albertina di Belle Arti e ha conseguito un Master in Visual Storytelling presso l'International Center of Photography e CAMERA.
Il suo lavoro documentaristico esplora il rapporto tra umanità e paesaggio, concentrandosi sulla produzione architettonica, manifatturiera e artistica. Considerando la fotografia un mezzo di connessione umana, ha sviluppato progetti in Turchia, Tanzania, India, Kenya ed Europa, tra cui una recente serie sul backstage dei teatri d'opera.
Attualmente sta lavorando a un progetto a lungo termine sulla produzione di perle di vetro di Murano, sponsorizzato dal CPVV e inserito nel programma Le Città in Festa del Comune di Venezia. Attraverso il suo lavoro, mira a ispirare gli altri a perseguire i propri percorsi creativi e poetici.