SIGMA 135mm F/1.4 DG ART Una focale classica riproposta in una luminosa versione di grande qualità

Rino Giardiello, 31 ottobre 2025

La lunghezza focale di 135 mm, insieme a quella di 28 mm e 50 mm, faceva parte della "trilogia di base" per la maggior parte dei fotografi che si avvicinavano alla fotografia nell'era analogica.

Le cose non cambiarono molto finché gli zoom non raggiunsero una qualità tale da sostituire i corrispondenti obiettivi a focale fissa, soprattutto quelli di luminosità normale. Tuttavia, produrre uno zoom di alta qualità F/2.8 è una cosa, raggiungere F/1.4 è un'altra, che, almeno per il momento, rimane ancora esclusiva dei migliori obiettivi a focale fissa. Il 135mm è un teleobiettivo moderato che deve la sua grande diffusione – nelle versioni F/2.8 – proprio all'ottimo compromesso tra luminosità, dimensioni, peso, qualità e prezzo. Ma tutto è aumentato drasticamente solo per guadagnare un solo stop e raggiungere il leggendario 135mm F/2 (vedi lo Zeiss 135/2 per Contax). Cliccate sempre sulle foto per ingrandirle; ne vale la pena.

La scelta di SIGMA è a dir poco singolare: perché progettare oggi un obiettivo a focale fissa F/1.4 – grande, pesante e costoso – quando potremmo cavarcela con un semplice F/2.8 e aumentare la sensibilità della fotocamera di 2 stop, dato che il rumore aggiuntivo è ormai quasi impercettibile? La risposta, le mie considerazioni e le prestazioni del nuovo SIGMA 135mm F1.4 DG Art saranno discusse nel corso dell'articolo.

Vorrei ricordare che la designazione DG indica che l'obiettivo è progettato per fotocamere full-frame (può ovviamente essere utilizzato anche con fotocamere APS-C, dove diventerebbe equivalente a un 202,5mm), mentre la designazione Art identifica la serie migliore di SIGMA, quella senza compromessi.

Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art dovrebbe essere il naturale successore del SIGMA 135mm F1.8 DG HSM Art per fotocamere DSLR (vedi il test su Nadir qui), ma, in termini di scelte di design e tipo di rendering, può essere considerato il fratello maggiore del SIGMA 105mm F1.4 DG HSM Art , soprannominato Bokeh Master per il suo bokeh eccezionale.

Abbiamo tra le mani un altro obiettivo con una resa eccellente in tutte le condizioni e a tutte le aperture, ma con un contributo dello sfocato (bokeh) senza pari.

IN MANO

Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art è solido, ben costruito e costruito senza compromessi. Non è interamente in metallo, ma realizzato con il robusto e collaudato materiale composito SIGMA, il TSC (Thermally Stable Composite), che offre la stessa sensazione tattile del metallo con minori problemi di tolleranza alle diverse temperature, garantendo prestazioni costanti in tutte le condizioni d'uso.

Il TSC ha un'espansione termica simile a quella dell'alluminio. I componenti realizzati in TSC sono meno influenzati dalle fluttuazioni di temperatura, reagendo quindi meglio alle condizioni operative estreme e salvaguardando le prestazioni della lente. Il TSC offre anche un'eccellente elasticità. Rispetto al policarbonato con il 20% di fibra di vetro, il TSC mostra un'elasticità maggiore di circa il 70%. Rispetto al policarbonato con il 30% di fibra di vetro, è più elastico del 25%.

Questa grande qualità costruttiva si traduce in un obiettivo dalle dimensioni generose e dal peso costante tra le mani (1430 g con paraluce, tappi e collare per treppiede nella versione L-Mount; 1420 g nella versione E-Mount), ma tutto sommato pesa 200 g in meno del SIGMA 105 mm F1.4 e le sue dimensioni sono nella media della categoria.

L'obiettivo è dotato, come ormai consuetudine, di un collare per treppiede che, se assolutamente non utilizzato, può essere rimosso. Poiché è anche possibile ruotarlo istantaneamente allentando la vite di bloccaggio, quando scatto a mano libera preferisco sempre ruotarlo verso l'alto in modo da poterlo appoggiare sulla mano sinistra come di consueto. La ghiera di messa a fuoco manuale, pur non essendo troppo ampia, offre una presa comoda e sicura, ma – al di fuori dei test – non ho avuto bisogno di utilizzarla perché l'AF è sempre stato rapido e preciso.

NEL CAMPO


Torniamo alla domanda posta in precedenza: "Perché progettare un obiettivo fisso F/1.4, grande, pesante e costoso, quando potremmo cavarcela con un F/2.8 e aumentare la sensibilità di 2 stop, dato che oggi quasi tutte le fotocamere hanno la capacità di farlo senza mostrare troppo rumore?"

La risposta sta proprio nel valore di apertura F/1.4, che non viene utilizzato per evitare l'aumento della sensibilità, una questione oggi di secondaria importanza, ma per ottenere sfocature (sfocatura dello sfondo) e bokeh da record. SIGMA aveva già in catalogo un eccellente 135mm F1.8 (il mio test è qui), che questo nuovo obiettivo riesce a superare in luminosità massima e qualità del bokeh, ma supera anche – secondo SIGMA – il SIGMA 105mm F1.4 DG HSM Art, considerato il maestro del bokeh.

NITIDEZZA


Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art ha una nitidezza eccezionale e, fotografando i diagrammi di prova ottici e visualizzando i risultati al 100% sul monitor, si notano solo modeste differenze tra il centro e i bordi a diversi valori di apertura. Ciò significa che, fotografando soggetti reali, non si noteranno differenze, ma bisogna fare attenzione alla ridotta profondità di campo alla massima apertura perché, come ci si renderà conto dopo i primi scatti, è inferiore a quanto si pensasse.

VIGNETTAZIONE


La vignettatura alla massima apertura è minima e visibile solo nel caso di soggetti illuminati uniformemente e con colori omogenei, ma nella realtà pratica è difficile notarla e, se necessario, può essere facilmente eliminata durante lo sviluppo del file.

Non si discosta molto da quello del SIGMA 105mm F1.4 DG HSM Art e può essere considerato molto buono per la notevole luminosità dell'obiettivo e le generose dimensioni dell'elemento frontale.

Sfocato


Grazie all'apertura massima di F/1.4 e a un design accurato, il bokeh del SIGMA 135mm F1.4 DG Art è molto morbido e progressivo, estremamente piacevole e utilizzabile a tutte le distanze di messa a fuoco. La cosa meravigliosa sono i cerchi di luce fuori fuoco, perfetti e privi dei famigerati "anelli di cipolla".

Non ha senso acquistare questo obiettivo se non si prevede di sfruttare la sfocatura dello sfondo alla massima apertura, anche in condizioni di luce intensa.

Quando si fotografa a distanza ravvicinata a F/1.4, è molto facile che lo sfondo risulti completamente sfocato e irriconoscibile, una caratteristica utile sia per nascondere elementi di disturbo che per arricchire l'immagine. Ma – sorpresa! – lo stesso sfondo sfocato si ottiene anche a medie distanze, e questo è davvero un valore aggiunto.

MACRO


Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art non è un obiettivo macro, ma la sua distanza minima di messa a fuoco è di 110 cm, consentendo un rapporto di ingrandimento massimo di 1:6,9. Non è molto, ma consente di gestire bene la maggior parte delle situazioni, e la nitidezza è così elevata che è un peccato che non sia un obiettivo macro.

Distanza ravvicinata, bokeh eccellente e un incredibile effetto presenza. Osservate attentamente le numerose sfumature di grigio nel calice, la nitidezza del bordo estremo e capirete. La tridimensionalità del vetro è eccezionale. Queste sono immagini eccellenti per qualsiasi esigenza professionale.


TRATTAMENTO ANTIRIFLESSO


È il consueto trattamento SIGMA, decisamente efficace anche su questo obiettivo nonostante l'ampia apertura. L'obiettivo è dotato di un ampio paraluce, quindi non ci sono problemi con sorgenti luminose intense posizionate lateralmente. I lampioni notturni non hanno causato velature, e per provocarle bisogna fotografare il sole a F/1.4 (e non sembra consigliabile, vero?). Chiudendo il diaframma, in particolari situazioni possono verificarsi piccoli riflessi, ma sono decisamente inferiori alla media anche per obiettivi meno luminosi.

COMA


Quando si fotografano le luci delle città di notte, è possibile che le luci più lontane, quasi come un puntino, mostrino le tipiche "code" del difetto di coma. Tuttavia, la correzione su questo 135 mm F1.4 è lodevole, una caratteristica che gli appassionati di fotografia astronomica apprezzeranno molto.

Lo storico "Palazzo Imperato" in stile Liberty a Pescara. La distorsione è molto ben corretta e necessita di correzione solo in situazioni estreme, con linee rette vicino ai bordi. In questo caso, non è stata necessaria alcuna correzione.

DISTORSIONE


Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art presenta una leggera distorsione a cuscinetto, rilevabile solo con soggetti architettonici o linee rette vicino ai bordi, ed è facile da correggere durante lo sviluppo del file. Non ci sono problemi, ovviamente, quando si fotografa teatro, concerti, sport e paesaggi.

AUTOFOCUS


Non sono un fotografo sportivo, ma nelle foto scattate a teatro e per strada, l'autofocus del SIGMA 135mm F1.4 DG Art è sempre stato veloce e preciso, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Combinato con le capacità di riconoscimento facciale della SIGMA fp L e della SIGMA BF, ho sempre ottenuto primi piani perfettamente a fuoco.

Autofocus rapido e preciso anche con soggetti in movimento in condizioni di scarsa illuminazione. Stiamo scattando di notte, con solo le luci della città, eppure la messa a fuoco sulle due persone con il cane è impeccabile.

CONCLUSIONI


Il SIGMA 135mm F1.4 DG Art ha una qualità eccezionale e riesce a combinare un'elevata risoluzione anche alla massima apertura, attualmente un record per la sua categoria, con immagini meravigliose e la capacità di isolare il soggetto dallo sfondo grazie a una sfocatura (bokeh) molto evidente e soprattutto molto piacevole.

La profondità di campo, soprattutto a breve distanza, è davvero minima e va sfruttata con cura. Il peso e le dimensioni sono generosi ma proporzionati alla qualità e alla robustezza. Peccato che l'obiettivo non sia dotato di stabilizzazione ottica, sebbene questo non sia un problema con i corpi Sony e Panasonic che hanno la stabilizzazione integrata nel sensore. La resa è eccellente a tutti i valori di apertura, ma non posso che ribadire quanto mi sia piaciuta la resa alla massima apertura: non è solo una questione di nitidezza (che è notevole), ma di un **perfetto equilibrio tra le aree nitide e sfocate**. Basta provarlo sul campo e passare dai ritratti all'architettura e al paesaggio per rendersene conto.

Nel complesso, è un obiettivo che mi è piaciuto molto, e mi sono trovato piacevolmente a mio agio nel tornare a una focale classica, cosa che avrei apprezzato ancora di più se l'obiettivo fosse stato più compatto e leggero a costo di diventare "solo" F/2. Come tutti gli obiettivi SIGMA recenti, il 135mm F1.4 DG Art è ben protetto da polvere e umidità, rendendolo adatto all'uso anche negli ambienti esterni più impegnativi ed è la classica dimostrazione della qualità e dell'impegno Made in Japan di cui SIGMA va giustamente orgogliosa.

Rino Giardiello © 2025/10 Tutti i diritti riservati

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