Esclusivo! Abbiamo incontrato il CEO di Sigma alla Milano Design Week

Roberto Colombo, 08 aprile 2025

“Passando davanti allo showroom Sigma durante la Milano Design Week, abbiamo fatto un incontro inaspettato: era presente anche il CEO Kazuto Yamaki, con il quale abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola.”

Presente per la prima volta con uno spazio espositivo indipendente alla Milano Design Week, Sigma ha scelto di posizionarsi in un contesto non convenzionale per un marchio di ottica e fotocamere. L'obiettivo non era semplicemente quello di esporre i propri prodotti, ma di posizionarsi come un'azienda in grado di interagire con un pubblico più ampio, interessato alla qualità, all'innovazione e alla visione culturale di un marchio. La partecipazione di Sigma è significativa, in quanto il marchio giapponese ha allestito un proprio showroom indipendente, anziché un semplice corner all'interno di un altro spazio.

A testimonianza del 'peso' dell'iniziativa c'è la presenza del CEO di Sigma Corporation - Kazuto Yamaki - che ho avuto modo di incontrare all'interno dello showroom per un breve scambio di battute.

Perché un marchio come Sigma alla MDW (Milano Design Week)?
L'idea di partecipare è nata tre anni fa, durante una visita informale del CEO all'evento milanese. L'affluenza, ma soprattutto la tipologia di pubblico – competente, curioso, con uno sguardo aperto alla contaminazione tra tecnologia e design – hanno convinto il management che questo potesse essere il luogo giusto per raccontare una nuova fase dell'azienda. Una fase che prevede un cambiamento visivo e strategico, senza recidere i legami con la sua identità originaria.

Un nuovo linguaggio per migliorare la qualità dell'ingegneria
La trasformazione di Sigma si riflette nell'aggiornamento del logo, della grafica del packaging e del modo in cui i prodotti vengono presentati. Ma non si tratta di un'operazione puramente estetica. Come mi ha spiegato l'amministratore delegato, la scelta nasce dalla volontà di trasmettere all'esterno il valore del lavoro tecnico che da sempre caratterizza l'azienda. I prodotti Sigma sono progettati e realizzati per raggiungere il massimo livello qualitativo, ma – secondo analisi interne – mancava una comunicazione in grado di trasmettere immediatamente la cura e la competenza che si celano dietro ogni obiettivo e ogni macchina fotografica.

Il nuovo linguaggio visivo si ispira ai codici vintage, in un richiamo diretto alla storia del marchio, ma lo fa con strumenti contemporanei, pensati per essere riconoscibili e coerenti nei diversi contesti internazionali in cui Sigma opera. Una strategia che non cerca di imitare le tendenze, ma di creare coerenza tra forma e contenuto, tra tecnologia e cultura industriale. Il tempismo è stato inoltre opportuno in vista del recente lancio della Sigma BF, che rappresenta al meglio il nuovo approccio dell'azienda. La mirrorless punta a distinguersi per il design minimalista e la qualità dei materiali, ed è proprio un prodotto che ha riportato Sigma al centro dell'attenzione.

La produzione resta in Giappone: una scelta controcorrente

La produzione resta in Giappone: una scelta controcorrente
In un'epoca in cui l'offshoring è spesso visto come una strada obbligata per contenere i costi, Sigma ha deciso di seguire un'altra strada. Tutta la produzione rimane in Giappone, e non si tratta solo di una questione di orgoglio nazionale. È una scelta consapevole, radicata in una precisa visione etica e industriale: tutelare il tessuto produttivo locale e garantire il controllo totale sulla qualità. L'amministratore delegato ha ricordato come, in molti casi, quando le aziende giapponesi hanno trasferito la produzione all'estero, il risultato è stato una netta perdita di know-how interno e un impoverimento del capitale umano e dei posti di lavoro nazionali. Per Sigma, ancora un'azienda a conduzione familiare, la difesa della manodopera giapponese non è un elemento retorico ma un pilastro su cui costruire il futuro. L'approccio artigianale alla produzione, unito alla massima capacità ingegneristica, rappresenta non solo un valore intrinseco ma anche un vantaggio competitivo in un mercato sempre più attento alla reale qualità dei prodotti.

Sfide globali e incertezza geopolitica
Il contesto internazionale non è privo di difficoltà. Alla domanda sulle ripercussioni dei dazi imposti dall'amministrazione Trump sui prodotti giapponesi, l'amministratore delegato ha risposto con realismo: "Certamente sì, ci preoccupano molto". Ma la linea dell'azienda rimane focalizzata sulla resilienza e su una visione a lungo termine. "Un mandato presidenziale non è eterno", ha osservato, "e dobbiamo resistere, pur sapendo che le condizioni potrebbero rimanere sfavorevoli per i prossimi due o tre anni".

L'atteggiamento di Sigma nei confronti di queste dinamiche non è di adattamento passivo, ma di consolidamento. La strategia è chiara: mantenere un'elevata qualità, rimanere coerenti con i valori di produzione e costruire un'immagine aziendale che non dipenda esclusivamente dalle tendenze tecnologiche o dalle dinamiche di prezzo.

Un posizionamento che guarda oltre il mondo della fotografia
La presenza alla Milano Design Week non rappresenta una semplice operazione di branding. È un'indicazione precisa di dove Sigma vuole collocarsi nel panorama contemporaneo: non solo come brand per fotografi, ma come azienda capace di innovare in termini di linguaggio, design e visione tecnologica. Un messaggio rivolto non solo a utenti professionali, ma anche a designer, architetti, creativi e appassionati di cultura visiva. In un'epoca in cui la qualità tecnica rischia spesso di essere oscurata da politiche di marketing o di prezzo aggressive, Sigma sceglie di puntare sulla sostanza. E cerca nuovi modi per farla emergere, senza abbandonare la propria identità, ma anzi rilanciandola attraverso una narrazione più attuale e riconoscibile, anche contando su un CEO che – letteralmente – mette la faccia al brand.

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